F.a.q. relative agli impianti antintrusione

1) L'antifurto puo' essere installato in un edificio senza predisposizione?

L'antifurto via filo può essere installato anche in locali sprovvisti di predisposizione,facendosi agio per esempio,attraverso la predisposizione di altri impianti dedicati(tv...).Bisogna però specificare,che questo risulta esser possibile quando già l'impianto elettrico segua le rispettive norme vigenti..Per esempio l'utilizzo di un tipo di cavi infiammabili autoestinguenti all'interno di tubi, l'utilizzo di tubi con dimensioni corrette ecc..... Quando le condizioni degli impianti elettrici e speciali(telefono,tv..) non sussistono, risulta necessario predisporre un impianto via radio.

Posso essere avvisato telefonicamente se scatta l'allarme, anche se non ho una linea telefonica fissa?

Le moderne centraline sono tecnologicamente intelligenti .Infatti è possibile implementare su di esse,combinatori telefonici GSM,in grado di ricevere e trasmettere all'utente le informazione relative alla gestione del proprio impianto.Utilizzando questo tipo di combinatori allora non è indispensabile avere una linea telefonica fissa per essere avvisati delle anomalie sull'impianto(il fatto che scatti,batteria bassa della centrale....).La risposta a tutto questo è motivata dal fatto che, i combinatori telefonici GSM trasmettono le informazioni con lo stesso principio utilizzato dai telefoni cellulari.

Posso controllare il mio impianto antintrusione tramite Smartphone?

Le moderne centraline sono tecnologicamente intelligenti e implementano a bordo un supporto ethernet che consente alla centrale (mediante protocollo protetto) di comunicare con la rete estesa WAN. A questo punto, la centrale sarà gestita mediante apposita app, direttamente da smartphone (app "MyTecnoalarm"). Il servizio è fruibile anche per centrali non dotate di porta ethernet (ma con oppurtuno firmware release),mediante adattatore seriale->ethernet.

F.a.q. relative agli impianti di videosorveglianza

Vorrei installare delle telecamere che controllino il mio giardino e il cancello d'ingresso: dato che verrebbe ripresa anche la strada pubblica, ci sono problemi per la privacy?

Chi intende svolgere attività di videosorveglianza deve quindi osservare almeno le seguenti cautele, rispettando comunque il principio di proporzionalità tra mezzi impiegati e fini perseguiti:

-Tutti gli interessati devono determinare esattamente le finalità perseguite attraverso la videosorveglianza e verificarne la liceità in base alle norme vigenti. Se l'attività è svolta in presenza di un pericolo concreto o per la prevenzione di specifici reati, occorre rispettare le competenze che le leggi assegnano per tali fini solo a determinate amministrazioni pubbliche, prevedendo che alle informazioni raccolte possano accedere solo queste amministrazioni .

-Il trattamento dei dati deve avvenire secondo correttezza e per scopi determinati, espliciti e legittimi (art. 9, comma 1, lett. a) e b), legge 675/1996).

-Nei casi in cui la legge impone la notificazione al Garante dei trattamenti di dati personali effettuati da determinati soggetti (art. 7 legge 675/1996), questi devono indicare fra le modalità di trattamento anche la raccolta di informazioni mediante apparecchiature di videosorveglianza. Non è prevista alcuna altra forma di specifica comunicazione o richiesta di autorizzazione al Garante.

-Si devono fornire alle persone che possono essere riprese indicazioni chiare, anche se sintetiche, che avvertano della presenza di impianti di videosorveglianza, fornendo anche le informazioni necessarie ai sensi dell'art. 10 della legge n. 675/1996. Ciò è tanto più necessario quando le apparecchiature non siano immediatamente visibili. 

-Occorre rispettare scrupolosamente il divieto di controllo a distanza dei lavoratori e le precise garanzie previste al riguardo (art. 4 legge 300/1970).

- Occorre rispettare i princìpi di pertinenza e di non eccedenza, raccogliendo solo i dati strettamente necessari per il raggiungimento delle finalità perseguite, registrando le sole immagini indispensabili, limitando l'angolo visuale delle riprese, evitando - quando non indispensabili - immagini dettagliate, ingrandite o dettagli non rilevanti, e stabilendo in modo conseguente la localizzazione delle telecamere e le modalità di ripresa.

- Occorre determinare con precisione il periodo di eventuale conservazione delle immagini, prima della loro cancellazione, e prevedere la loro conservazione solo in relazione a illeciti che si siano verificati o a indagini delle autorità giudiziarie o di polizia.

- Occorre designare per iscritto i soggetti - responsabili e incaricati del trattamento dei dati (artt. 8 e 19 della legge 675/1996) - che possono utilizzare gli impianti e prendere visione delle registrazioni, avendo cura che essi accedano ai soli dati personali strettamente necessari e vietando rigorosamente l'accesso di altri soggetti, salvo che si tratti di indagini giudiziarie o di polizia.

- I dati raccolti per determinati fini (ad esempio, ragioni di sicurezza, tutela del patrimonio) non possono essere utilizzati per finalità diverse o ulteriori (ad esempio, pubblicità, analisi dei comportamenti di consumo), salvo le esigenze di polizia o di giustizia, e non possono essere diffusi o comunicati a terzi.

- I particolari impianti per la rilevazione degli accessi dei veicoli ai centri storici e alle zone a traffico limitato devono essere conformi anche alle disposizioni contenute nel d.P.R. 250/1999. E' altresì necessario che la relativa documentazione sia conservata per il solo periodo necessario per contestare le infrazioni e definire il relativo contenzioso e che ad essa si possa inoltre accedere solo a fini di indagine giudiziaria o di polizia.

-Per gli impianti di videosorveglianza finalizzati esclusivamente alla sicurezza individuale (ad esempio, il controllo dell'accesso alla propria abitazione) si ricorda che questi non rientrano nell'ambito dell'applicazione della legge 675/1996, ricorrendo le condizioni di cui all'art. 3. Occorre, però, che le riprese siano strettamente limitate allo spazio antistante tali accessi, senza forme di videosorveglianza su aree circostanti e senza limitazioni delle libertà altrui. Occorre inoltre che le informazioni raccolte non siano in alcun modo comunicate o diffuse. Altrimenti si rientra nell'ambito di applicazione generale della legge 675/1996 e devono, quindi, essere rispettate tutte le indicazioni di cui ai punti precedenti.

E' possibile installare un impianto di videosorveglianza e vederlo da remoto?

E' possibile visionare il proprio impianto di telecamere da remoto grazie all'utilizzo di internet explorer o di altri browser ,oppure grazie a particolari software in dotazione con il videoregistratore.E' importante sottolineare che tale operazione è possibile con qualsiasi linea ADSL (sia con indirizzo ip statico sia con indirizzo ip dinamico). Inoltre l'impianto di telecamere può esser visionato anche nelle aziende che dispongono di rete locale LAN favorendo il controllo delle telecamere da più postazioni (es.layout ufficio).Le comunicazioni oggigiorno si sono evolute e grazie a questo sviluppo tecnologico le normali comunicazioni internet si sono evolute,introducendo l'utilizzo di chiavette USB che funzionano come veri e propri modem ADSL-UMTS. Questo importante risultato ha permesso di conseguenza la possibilità di realizzare collegamenti a internet in maniera portatile e di conseguenza grazie all'utilizzo di ROUTER 3G oggigiorno siamo in grado di installare impianti di videosorveglianza remotizzabili (cioè visibili a distanza da un altro punto fisico) attraverso questo tipo di connessioni.Noi di System Alarm abbiam già effettuato vari test su queste tipologie di impianti connessi ai nostri sistemi di videosorveglianza,e di conseguenza oggi possiamo installare in qualsiasi locale,impianti di videosorveglianza remotizzabili ovunque.